Che cos’è il vino novello?

Vi siete mai chiesti il significato della parola vino novello? Spesso chi non ha esperienza nel mondo dell’enologia lo confondono con il vino appena prodotto, nuovo appunto. ma non è così.

Per vino novello si intende un particolare tipo di vino che viene realizzato secondo una tecnica determinata, basata sulla macerazione carbonica di uva non pigiata.
Infatti se col la vinificazione classica l’uva viene prima pigiata e poi passa al processo di fermentazione, il Novello inizia invece la sua fermentazione direttamente dagli acini ancora integri, per poter trasformare solo una piccola parte dei suoi zuccheri in alcool e tenere quindi più basso il grado alcolico, conferendogli il caratteristico gusto fruttato e amabile. Questo vino è infatti molto adatto ad una clientela giovane e femminile, che vuole approcciarsi a questo mondo affrontando un prodotto più leggero, ma è perfetto anche per l’intenditore che vuole assaporare nuovi aromi.
La normativa italiana offre un ampio spazio di discrezionalità alle aziende, lasciandole libere di stabilire la percentuale di vino derivato da macerazione carbonica che deve essere contenuto all’interno del Vino Novello, con l’unico limite del 30% al di sotto del quale non si può scendere.
In commercio si potranno quindi trovare sia vini prodotti con il 100% di prodotto derivato da macerazione carbonica, sia vini che ne contengono solo il 30%, misti ad un 70% di uva vendemmiata entro il 31 dicembre della stessa annata in commercio del Novello, ma vinificata con la tecnica classica.
E’ evidente che la qualità del Novello sarà tanto più alta quanto maggiore sarà la percentuale di lavorazione tramite macerazione carbonica. Una forbice così grande obbliga il consumatore a scelte oculate e consapevoli, per poter acquistare il miglior vino novello  sul mercato.
Per quanto riguarda il procedimento di lavorazione sappiamo che le uve che compongono l’uvaggio del Novello devono essere integre e vanno riposte con cura in apposite autoclavi dove macerano per 10-12 giorni grazie all’azione di anidride carbonica che viene immessa artificialmente. Il peso dell’uva porta allo schiacciamento dei grappoli sottostanti con la conseguente produzione di mosto, che rimane a fermentare sul fondo per circa 2 giorni, liberando ulteriore anidride carbonica. Questo mosto viene quindi tolto e vinificato separatamente.
Questa operazione viene ripetuta diverse volte, per tutta l’uva restante nell’autoclave. Finita questa fase si pigiano le uve delicatamente e iniziano subito la fermentazione alcolica e quella malolattica.
Questo è un procedimento abbastanza lungo e complesso che determina l’innalzamento dei costi, a fronte però di un’elevata qualità: pensiamo solo al lavoro di selezione dei grappoli con acini assolutamente integri, o al lavoro ripetuto di svinatura, quando si svuota l’autoclave dal mosto prodotto.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *